08/05/2024 CADONEGHE – Uccise la moglie a coltellate, Cassazione conferma l’ergastolo per l’autore di un femminicidio avvenuto nel 2020 nel padovano. || La Cassazione ha rigettato il ricorso dei legali di Abdelfettah Jennati, il marocchino accusato di aver ucciso, il 24 novembre 2020 a Canedoghe, la moglie Aycha El Abioui, confermando l’ergastolo. Il quarantenne era stato condannato dalla Corte d’assise d’appello di Venezia che non aveva riconosciuto il vizio di mente, nemmeno in via parziale, né tantomeno le attenuanti generiche. L’uomo aveva pugnalato a morte la compagna mentre stava dormendo nella camera da letto matrimoniale con la figlia più piccola, era ossessionato dalla gelosia, spiava la moglie e in più occasioni Aycha si era rivolta ai servizi sociali di Cadoneghe, al Centro Veneto Progetti donna. Poco prima di essere uccisa aveva anche denunciato ai carabinieri che il marito, da sempre violento nei suoi confronti, aveva minacciato di ucciderla, ma poi aveva ritirato la denuncia, forse proprio per paura di ritorsioni nei confronti dei figli piccoli. I fratelli, i genitori e i figli della donna, che oggi vivono a Caltanissetta, si sono costituiti parte civile nel processo. Nei giorni precedenti al delitto, Abdelfettah Jennati avrebbe cercato in rete attraverso, con il suo smartphone, informazioni sui veleni. I suoi legali durante il processo hanno tentato in più occasioni di dimostrare l’incapacità di intendere e di volere del quarantenne, depositando anche una perizia psichiatrica, ma il vizio di mente non è mai stato provato. Una conferma che ora arriva anche dalla Cassazione che sancisce definitivamente l’ergastolo per il 40enne marocchino. (Servizio di Valentina Visentin)


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