18/01/2021 VICENZA – Didattica a Distanza. Parte da Vicenza il ricorso al Tar per il ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori. 17 i genitori che hanno firmato || Parte da Vicenza il ricorso al Tar per il ritorno in classe anche per le scuole secondarie di secondo grado del Veneto. 17 i ricorrenti genitori di ragazzi di Schio, Longare, Vicenza ma anche Verona e Mestre. Un ricorso ci spiega l’avvocato Giovanni Sala che ha presentato l’istanza per nome e per contro dei ricorrenti nato dal tam tam tra genitori e sull’onda di quanto già accaduto in altre regioni: Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. La richiesta è l’annullamento dell’ordinanza regionale n° 2 del 4 gennaio scorso che prevede il mantenimento della didattica a distanza al 100% fino al 31 gennaio. Ricorso in cui si lavora molto sui tempi, intese dati di emanazione di dpcm, ordinanza regionale e fasce colorate in cui la nostra regione ha transitato. Andiamo con ordine. Nel ricorso si sottolinea che “sino al 15 gennaio 2021, quando viene meno l’efficacia del Dpcm del 3 dicembre 2020, non ci sarebbe spazio per una competenza regionale diretta ad introdurre misure più restrittive”. Questo perché evidenzia l’istanza lo stesso Dpcm “prevede l’applicazione di misure più restrittive solo qualora il Ministro della Salute accerti scenari di rischio alto” e al momento dell’emanazione dell’ordinanza, il Veneto si trovava in “zona gialla”. E’ solo dall’8 gennaio che il Ministro Speranza pone la nostra regione in “zona arancione” . Ministro che allo stesso tempo indicava come la didattica in presenza nelle scuole superiori” fosse categoricamente da evitare soltanto nelle zone “rosse”. Previsione ribadita dal Dpcm del 14 gennaio scorso, che ha confermato per il Veneto la zona arancione. Il provvedimento impugnato, quindi secondo i genitori che hanno presentato il ricorso, sarebbe “illegittimo”, in quanto emanato in violazione delle norme statali che hanno disciplinato l’assunzione delle scelte riguardo la didattica a distanza durante il periodo di emergenza epidemiologica, e pertanto andrebbe annullato. Il precedente non manca. In Emilia Romagna un ricorso di 21 (Servizio di Gabriella Basso)


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