02/02/2021 BASSANO DEL GRAPPA – C’era una volta: ogni storia che si rispetti inizia così. E inizia così anche la nuova rubrica di Rete Veneta, che vi invita a cercare le vecchie foto di famiglia nei cassetti e a inviarcele per poter raccontare come eravamo e come è cambiato il mondo in cui viviamo. || C’era una volta. C’era una volta una città animata da casolini, favari, stagnini, cordai, bottegai e artigiani di ogni genere, nella quale borghesie popolani, preti e farmacisti, siori e militariincrociavano le proprie esistenze fra i portici e le piazze, le chiese e i palazzi. C’era una volta, dicevamo E c’è ancora, nelle fotografie in bianco e nero o dai colori sbiaditi che ogni famiglia conserva gelosamente nei propri cassetti. Tutto un mondo prende vita dai vecchi negativi e da foto come quelle che state vedendo, scattate da Bassiano Zonta. Uomini e donne che ci raccontano quali erano i loro mestieri come ci si vestiva. Allo stesso modo la città, la campagna, il monteci parla di loro, dicendoci cosa c’era e non c’è più e cosa è arrivato di nuovo. Tradizioni, radici, cultura e identità racchiuse nelloscattodi una fotocamera. Quel clic è una macchina del tempo, e per funzionare ha solo bisogno che le vecchie fotografie, le stampe e i ricordi escano dai cassetti e dagli armadi. Così ancora una volta quei volti, quelle botteghe e quelle case torneranno a parlarci di quel che eravamo, e di quel che siamo oggi. Perché ogni storia inizia così: c’era una volta. (Servizio di Ferdinando Garavello)


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