28/01/2026 MARANO VICENTINO – Il tribunale collegiale di Vicenza ha condannato una mamma 39enne di Marano che nel novembre 2024 cercò di sopprimere il bimbo di 2 anni || Cinque anni e quattro mesi di reclusione.È la condanna inflitta dal tribunale di Vicenza a una 39enne di di Marano, accusata di aver tentato di uccidere il figlio di appena due anni. Il dramma risale al novembre del 2024. Secondo l’accusa, la madre, difesa dall’avv. Giacomo Zanella, avrebbe cercato di soffocare il bambino nella propria abitazione. Un gesto improvviso, maturato in un contesto di fragilità personale e familiare. Decisivo, in quei momenti, l’intervento dei carabinieri. Allertati da una chiamata d’emergenza della stessa donna alle 11.40 in cui spiegava di volere uccidere il figlio, i militari sono arrivati rapidamente sul posto, riuscendo a salvare il piccolo prima che fosse troppo tardi. Il bambino è stato poi affidato alle cure del Suem e trasportato in ospedale. Durante il processo, la donna ha sostenuto di non aver avuto l’intenzione di uccidere il figlio, parlando di un momento di forte stress e confusione. Una tesi che non ha convinto i giudici. La perizia psichiatrica ha infatti stabilito che, al momento dei fatti, l’imputata era capace di intendere e di volere. Per questo il tribunale ha riconosciuto la piena responsabilità penale. Il Pm bassanese Paolo Fietta aveva chiesto una condanna più severa, a otto anni di reclusione. La sentenza si è invece fermata a cinque anni e sei mesi, tenendo conto delle attenuanti e del percorso giudiziario. Una tragedia sfiorata, che avrebbe potuto trasformarsi in un dramma irreversibile. E che oggi si chiude con una condanna, ma lascia aperta una ferita profonda, sul piano umano e sociale. La tragedia sfiorata riaccende l’attenzione sul tema della fragilità psicologica, del sostegno alle famiglie in difficoltà e sull’importanza di intervenire in tempo, prima che una crisi si trasformi in tragedia (Servizio di Ivano Tolettini)
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