16/09/2026 BASSANO DEL GRAPPA – Si torna a parlare di antenne a Bassano. Di recente ne sono state installate in Quartiere Merlo, vicino al Tempio Ossario e a San Zeno. Potrebbe avere un finale diverso invece il procedimento che riguarda il Cimitero di Angarano. || C’è poco più di un chilometro in linea d’aria tra piazza Paolo VI e il cimitero di Angarano. Questi due punti, entrambi di proprietà pubblica, già nel 2022, il Comune di Bassano li aveva indicati come zone consigliate per l’installazione di stazioni radiobase per telefonia mobile e rete dati. E’ tutto segnato nella mappa allegata al regolamento comunale, dove il blu indica le zone vietate, il rosse le zone non idonee, il verde quelle idonee, ma condizionate da tutele paesaggistiche, storiche o dalla vicinanza a strutture ricreative o con forte presenza di bambini.Come sia andata a finire nella zona del Tempio Ossario e delle Poste lo sappiamo bene: il pilone è stato autorizzato, innalzato e acceso pur tra le proteste dei residenti, arrivate anche in consiglio comunale. Nel dettaglio il punto identificato dalla sigla D/04 è sì in zona idonea, ma a pochi passi dalla zona non idonea, proprio l’aspetto sul quale nel 2025 si erano concentrate le critiche. Vicino al cimitero di Angarano, il codice D/02 identifica la possibile postazione di un altro pilone di dimensioni simili, 34 metri di altezza. La grafica indica l’area a nordest, oggi ancora a prato, ma la richiesta inoltrata il 2 luglio scorso da un gestore di telefonia riguarda il parcheggio nella zona a sud, come peraltro ventilato dalle interlocuzioni tra il Comune e il Quartiere Angarano. Sulla carta le due situazioni si somigliano, ma non dovrebbe finire allo stesso modo, perché la Soprintendenza ha dato parere negativo facendo valere i vincoli di tutela del paesaggio dell’area cimiteriale e delle vedute sul massiccio del Grappa. Quell’impianto inoltre sarebbe visibile anche dal centro storico. Due pesi e due misure? No, fa sapere la Soprintendenza, perché le due aree, oltre ad essere entrambe idonee, sono soggette a vincoli differenti e quello paesaggistico, che in piazza Paolo VI non c’è, è quello più forte. Sarà un eventuale ricorso del proponente a fare ulteriore chiarezza, in attesa del parere definiti (Servizio di Mirco Cavallin)


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