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	<title>DI &#8211; RETE VENETA | Medianordest</title>
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	<description>La Televisione dei Veneti</description>
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		<title>CASTELFRANCO VENETO &#124; VIVONO CON I FIGLI PICCOLI NELLA DISCARICA. MAXI BLITZ DELLA FINANZA</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 19:31:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[09/07/2026 CASTELFRANCO VENETO &#8211; Tre maxi discariche abusive scoperte dalla Guardia di Finanza a Castelfranco, Fonte e Pieve del Grappa. Nei primi due casi i gestori vivevano con i familiari tra montagne di rifiuti. A Castelfranco c&#8217;erano anche figli piccoli &#124;&#124; Decine di veicoli, auto, furgoni, camion e poi pneumatici, pezzi di motori, elettrodomestici e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>09/07/2026  CASTELFRANCO VENETO &#8211; Tre maxi discariche abusive scoperte dalla Guardia di Finanza a Castelfranco, Fonte e Pieve del Grappa. Nei primi due casi i gestori vivevano con i familiari tra montagne di rifiuti. A Castelfranco c&#8217;erano anche figli piccoli   ||  Decine di veicoli, auto, furgoni, camion e poi pneumatici, pezzi di motori, elettrodomestici e rifiuti di ogni tipo: lasciano allibiti le immagini girate dall&#8217;alto dalla guardia di finanza di Treviso che ha sequestrato tre discariche abusive per un totale di 6.100 metri quadrati al termine di un&#8217;operazione condotta dai militari della compagnia di Castelfranco e della sezione aerea di Venezia. Tre i siti individuati: a Castelfranco, Pieve del Grappa e Fonte. (Servizio di   <a href="/redazione/Marta-Marangon/">Marta Marangon</a>)</p>
<p><iframe title="VIVONO CON I FIGLI PICCOLI NELLA DISCARICA. MAXI BLITZ DELLA FINANZA  | 09/07/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/GRDJhGkAKfg?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(GRDJhGkAKfg)finevideoid-categoria(bassanotg)finecategoria</span></p>
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		<title>SAN POLO DI PIAVE &#124; CA&#8217; DI RAJO IL DRAMMATICO RACCONTO DEI COLLEGHI</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2026 18:27:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[14/05/2026 SAN POLO DI PIAVE &#8211; Tragedia a Ca&#8217; di Rajo. In tribunale a Treviso, il drammatico racconto dei colleghi, di Marco Bettolini, l&#8217;enologo 46enne di Bassano del Grappa deceduto il 14 settembre 2023 in un’autoclave dell’azienda vitivinicola (Servizio di Daniela Sitzia) Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>14/05/2026  SAN POLO DI PIAVE &#8211; Tragedia a Ca&#8217; di Rajo. In tribunale a Treviso, il drammatico racconto dei colleghi, di Marco Bettolini, l&#8217;enologo 46enne di Bassano del Grappa deceduto il 14 settembre 2023 in un’autoclave dell’azienda vitivinicola (Servizio di   <a href="/redazione/Daniela-Sitzia/">Daniela Sitzia</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="CA&#039; DI RAJO IL DRAMMATICO RACCONTO DEI COLLEGHI | 14/05/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/EZ6CsBfsNMU?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(EZ6CsBfsNMU)finevideoid-categoria(bassanotg)finecategoria</span></p>
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		<title>BASSANO DEL GRAPPA &#124; PANNOLINI E ASSORBENTI NEL CANALE DI SCOLO: PARLA L&#8217;ASSESSORE ALL&#8217;AMBIENTE</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 19:40:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[24/03/2026 BASSANO DEL GRAPPA &#8211; Ieri vi abbiamo mostrato i rifiuti finiti nel canale di scolo del Brenta dopo le ultime piogge. Oggi sentiamo la risposta di Andrea Viero, assessore all&#8217;ambiente di Bassano del Grappa. &#124;&#124; Pannolini, assorbenti, plastica. E poi stoffe e tovagliette: tutto finito dritto nel Brenta a Bassano del Grappa, fra il &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>24/03/2026  BASSANO DEL GRAPPA &#8211; Ieri vi abbiamo mostrato i rifiuti finiti nel canale di scolo del Brenta dopo le ultime piogge. Oggi sentiamo la risposta di Andrea Viero, assessore all&#8217;ambiente di Bassano del Grappa.   ||  Pannolini, assorbenti, plastica. E poi stoffe e tovagliette: tutto finito dritto nel Brenta a Bassano del Grappa, fra il ponte nuovo e il terzo ponte, a pochi passi dal centro storico. Le ultime piogge hanno trascinato il materiale, riversandolo in un canale di scolo, come segnalato dai nostri telespettatori. Ma è evidente che parte di quei rifiuti sia stata anche abbandonata.Quale, quindi, la soluzione? &#8211; Intervistati ANDREA VIERO (Ass. Ambiente Bassano del Grappa) (Servizio di   <a href="/redazione/Nancy-Galdi/">Nancy Galdi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="PANNOLINI E ASSORBENTI NEL CANALE DI SCOLO: PARLA L&#039;ASSESSORE ALL&#039;AMBIENTE | 24/03/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/UUzbzl4ra-A?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>BASSANO DEL GRAPPA &#124; FALSI MARCHI DI LUSSO, COPPIA CONDANNATA</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 22:27:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[09/03/2026 BASSANO DEL GRAPPA &#8211; Indagine della Guardia di Finanza su un giro di prodotti contraffatti con i marchi delle grandi case di moda, distribuiti anche nel Vicentino. Coppia condannata &#124;&#124; Un’indagine della Guardia di Finanza partita dal mercato dei prodotti contraffatti e arrivata fino alla Corte di Cassazione. Al centro dell’inchiesta il bassanese Paolo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>09/03/2026  BASSANO DEL GRAPPA &#8211; Indagine della Guardia di Finanza su un giro di prodotti contraffatti con i marchi delle grandi case di moda, distribuiti anche nel Vicentino. Coppia condannata  ||  Un’indagine della Guardia di Finanza partita dal mercato dei prodotti contraffatti e arrivata fino alla Corte di Cassazione. Al centro dell’inchiesta il bassanese Paolo Stevan, 52 anni, amministratore della società Paolo Stiven srl, e Cristina Tittoto, 44 anni, sua collaboratrice e compagna. I due avevano organizzato un’attività di produzione e distribuzione di prodotti che richiamavano i marchi delle grandi griffe internazionali. Confezioni e articoli – in particolare nel settore delle gomme da masticare – che utilizzavano segni e loghi riconducibili a marchi celebri come Louis Vuitton, Chanel, Hermès e Dolce &#038; Gabbana. L’indagine della Guardia di Finanza aveva portato al sequestro dei prodotti e alla contestazione del reato di contraffazione di marchi, aggravato dall’utilizzo di segni distintivi notori. Dopo le condanne nei primi due gradi di giudizio, gli imputati avevano presentato ricorso in Cassazione sostenendo, tra le altre cose, che i marchi fossero stati utilizzati in un settore merceologico diverso da quello della moda e che mancasse la volontà di contraffazione. Ma per i giudici della Suprema Corte la ricostruzione difensiva non regge. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando quindi la condanna già stabilita dalla Corte d’appello di Venezia. Secondo la sentenza, l’uso di marchi celebri è vietato anche per prodotti diversi se sfrutta la notorietà del brand e può creare un collegamento nella mente dei consumatori. La decisione rende definitiva la condanna per i due imputati, che dovranno pagare anche le spese processuali e i risarcimenti alle parti civili, tra cui le stesse case di moda coinvolte. (Servizio di   <a href="/redazione/Ivano-Tolettini/">Ivano Tolettini</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="FALSI MARCHI DI LUSSO, COPPIA CONDANNATA | 09/03/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/squEnYzadG4?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>BASSANO DEL GRAPPA &#124; FALSI MARCHI DI LUSSO, COPPIA CONDANNATA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 22:19:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[09/03/2026 BASSANO DEL GRAPPA &#8211; Indagine della Guardia di Finanza su un giro di prodotti contraffatti con i marchi delle grandi case di moda, distribuiti anche nel Vicentino. Coppia condannata &#124;&#124; Un’indagine della Guardia di Finanza partita dal mercato dei prodotti contraffatti e arrivata fino alla Corte di Cassazione. Al centro dell’inchiesta il bassanese Paolo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>09/03/2026  BASSANO DEL GRAPPA &#8211; Indagine della Guardia di Finanza su un giro di prodotti contraffatti con i marchi delle grandi case di moda, distribuiti anche nel Vicentino. Coppia condannata  ||  Un’indagine della Guardia di Finanza partita dal mercato dei prodotti contraffatti e arrivata fino alla Corte di Cassazione. Al centro dell’inchiesta il bassanese Paolo Stevan, 52 anni, amministratore della società Paolo Stiven srl, e Cristina Tittoto, 44 anni, sua collaboratrice e compagna. I due avevano organizzato un’attività di produzione e distribuzione di prodotti che richiamavano i marchi delle grandi griffe internazionali. Confezioni e articoli – in particolare nel settore delle gomme da masticare – che utilizzavano segni e loghi riconducibili a marchi celebri come Louis Vuitton, Chanel, Hermès e Dolce &#038; Gabbana. L’indagine della Guardia di Finanza aveva portato al sequestro dei prodotti e alla contestazione del reato di contraffazione di marchi, aggravato dall’utilizzo di segni distintivi notori. Dopo le condanne nei primi due gradi di giudizio, gli imputati avevano presentato ricorso in Cassazione sostenendo, tra le altre cose, che i marchi fossero stati utilizzati in un settore merceologico diverso da quello della moda e che mancasse la volontà di contraffazione. Ma per i giudici della Suprema Corte la ricostruzione difensiva non regge. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando quindi la condanna già stabilita dalla Corte d’appello di Venezia. Secondo la sentenza, l’uso di marchi celebri è vietato anche per prodotti diversi se sfrutta la notorietà del brand e può creare un collegamento nella mente dei consumatori. La decisione rende definitiva la condanna per i due imputati, che dovranno pagare anche le spese processuali e i risarcimenti alle parti civili, tra cui le stesse case di moda coinvolte. (Servizio di   <a href="/redazione/Ivano-Tolettini/">Ivano Tolettini</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="FALSI MARCHI DI LUSSO, COPPIA CONDANNATA | 09/03/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/VAhPQRIAFfo?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>VICENZA &#124; SEQUESTRO DA 91 MILA EURO ANNULLATO DALLA CASSAZIONE</title>
		<link>https://reteveneta.medianordest.it/111511/vicenza-sequestro-da-91-mila-euro-annullato-dalla-cassazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 20:14:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[18/02/2026 VICENZA &#8211; La cassazione dà ragione all&#8217;imprenditore Francesco Zanettin della società Soluzione Ufficio. L&#8217;inchiesta della Guardia di Finanza di Vicenza &#124;&#124; Un&#8217;inchiesta della Guardia di Finanza di Vicenza per una presunta evasione fiscale a carico dell&#8217;impresa &#8220;Soluzione Ufficio srl&#8221; spinge la Cassazione ad annullare il sequestro preventivo per 91 mila euro disposto dal Gip &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>18/02/2026  VICENZA &#8211; La cassazione dà ragione all&#8217;imprenditore Francesco Zanettin della società Soluzione Ufficio. L&#8217;inchiesta della Guardia di Finanza di Vicenza  ||  Un&#8217;inchiesta della Guardia di Finanza di Vicenza per una presunta evasione fiscale a carico dell&#8217;impresa &#8220;Soluzione Ufficio srl&#8221;  spinge la Cassazione ad annullare il sequestro preventivo per 91 mila euro disposto dal Gip di Vicenza. Siamo nell’ambito di un’indagine per l&#8217;ipotesi di reati tributari. È questo il cuore della complessa vicenda investigativa finita davanti alla Corte di Cassazione. Il provvedimento aveva previsto il sequestro diretto nei confronti della società Soluzione Ufficio Srl e per equivalente nei confronti dell’indagato, l&#8217;imprenditore Francesco Zanettin di 62 anni. Il blocco dei conti correnti era scattato qualche settimana dopo il sequestro, e successivamente erano stati sequestrati anche un’automobile e una quota di immobile. Gli avvocati Bendetta Dragoni e Riccardo Canilli avevano presentato richiesta di riesame ritenendo infondate le accuse e la misura del provvedimento cautelare, ma il Tribunale di Vicenza l’aveva dichiarata inammissibile ritenendola tardiva. La Terza sezione della Cassazione, invece,  ha stabilito che il termine decorre dall’effettiva esecuzione del sequestro o dalla concreta conoscenza dello stesso, quando Zanettin, che respinge le accuse di evasione fiscale mediante fatture non regolari, aveva appreso del blocco dei conti. Da qui l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza e la trasmissione degli atti al Tribunale di Vicenza per l’esame nel merito. La società ha sempre sostenuto che le fatture contestate avevano rappresentato correttamente i beni effettivamente ceduti, i prezzi realmente praticati e corrisposti e l&#8217;iva effettivamente versata. Insomma, di essdere un contribuente corretto. (Servizio di   <a href="/redazione/Ivano-Tolettini/">Ivano Tolettini</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="SEQUESTRO DA 91 MILA EURO ANNULLATO DALLA CASSAZIONE | 18/02/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/7i3lqAyxFJ0?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>VICENZA &#124; ZANETTIN: &#8216;IL TRIBUNALE ERA UN&#8217;ECCELLENZA, ADESSO LO VOGLIONO SMEMBRARE&#8217;</title>
		<link>https://reteveneta.medianordest.it/108692/vicenza-zanettin-il-tribunale-era-uneccellenza-adesso-lo-vogliono-smembrare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2025 20:03:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[27/12/2025 VICENZA &#8211; Il senatore di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, ex componente del Csm, lancia l&#8217;allarme sul futuro del tribunale di Vicenza dopo le dimissioni anche del presidente, Luigi Perina &#124;&#124; Il tribunale di Vicenza era diventato un modello di efficienza sotto la presidenza di Alberto Rizzo. A ricordarlo è Pierantonio Zanettin, senatore di Forza &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>27/12/2025  VICENZA &#8211; Il senatore di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, ex componente del Csm, lancia l&#8217;allarme sul futuro del tribunale di Vicenza dopo le dimissioni anche del presidente, Luigi Perina  ||  Il tribunale di Vicenza era diventato un modello di efficienza sotto la presidenza di Alberto Rizzo. A ricordarlo è Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia e all&#8217;epoca componente del Csm, che si era speso molto per il palazzo di giustizia. Adesso la situazione è tornata al 2014, quando provocatoriamente gli avvocati chiesero il fallimento del tribunale. Parole che arrivano in un momento delicatissimo, segnato anche dalle dimissioni del presidente del Tribunale, Luigi Perina.&#8221;-&#8220;Fino all&#8217;autunno 2022, quando Rizzo diventò capo di gabinetto del ministro Nordio, il tribunale berico era additato a modello.&#8221;-&#8221;Negli ultimi tre anni il quadro è precipitato: carenze di organico di magistrati, ma soprattutto amministrativo.&#8221;-&#8220;I problemi organizzativi così si moltiplicano. E Zanettin allarga la prospettiva:&#8221;-&#8216; &#8211; Intervistati Pierantonio Zanettin (Senatore di Forza Italia) (Servizio di   <a href="/redazione/Ivano-Tolettini/">Ivano Tolettini</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="ZANETTIN: &#039;IL TRIBUNALE ERA UN&#039;ECCELLENZA, ADESSO LO VOGLIONO SMEMBRARE&#039; | 27/12/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/mVzcRaFcgLA?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(mVzcRaFcgLA)finevideoid-categoria(vicenzatg)finecategoria</span></p>
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		<title>ZERMEGHEDO &#124; MUORE DOPO IL PARTO, INDAGINI SULLE CAUSE</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 22:17:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[22/12/2025 ZERMEGHEDO &#8211; Sono in corso accertamenti per chiarire le cause della morte di una donna di 35 anni, deceduta poche ore dopo aver dato alla luce il figlio. Una tragedia che ha scosso la comunità di Zermeghedo e acceso una gara di solidarietà per il neonato e il padre rimasto vedovo. &#124;&#124; Una donna &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>22/12/2025  ZERMEGHEDO &#8211; Sono in corso accertamenti per chiarire le cause della morte di una donna di 35 anni, deceduta poche ore dopo aver dato alla luce il figlio. Una tragedia che ha scosso la comunità di Zermeghedo e acceso una gara di solidarietà per il neonato e il padre rimasto vedovo.  ||  Una donna muore di parto in ospedale mentre il neonato, Jayden, sta bene. Sono in corso accertamenti per capire che cosa abbia provocato la morte di Cynthia Amoabea, 35 anni, deceduta dopo il parto all’ospedale di Arzignano e i cui funerali si sono svolti nei giorni scorsi. La donna aveva appena dato alla luce il suo bambino quando le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate fino al decesso. Un dramma che ha colpito nel profondo la comunità di Zermeghedo, dove la famiglia viveva ed era conosciuta. La Procura ha aperto un fascicolo tecnico per verificare le cause della morte. Gli accertamenti medico-legali, che sono stati disposti anche dalla direzione del Cazzavillan, dovranno chiarire se vi siano state complicazioni imprevedibili o altri fattori determinanti. Nel frattempo, il paese si è stretto attorno al marito Isaac Ofosu Dei e al piccolo Jayden, rimasto senza la mamma. Il Comune, con il sindaco Luca Albiero, insieme ai colleghi di lavoro del padre, ha avviato una raccolta fondi per sostenere la famiglia e garantire al bambino un aiuto concreto nei primi mesi di vita. Un gesto di solidarietà che nasce dal dolore, ma anche dal bisogno di dare una risposta umana a una tragedia che lascia domande aperte e un vuoto profondo. Mentre si attendono gli esiti degli accertamenti sanitari, Zermeghedo prova a farsi comunità, nel silenzio e nel rispetto di una giovane vita spezzata troppo presto. (Servizio di   <a href="/redazione/Ivano-Tolettini/">Ivano Tolettini</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="MUORE DOPO IL PARTO, INDAGINI SULLE CAUSE | 22/12/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/WbgnhjPvAGw?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(WbgnhjPvAGw)finevideoid-categoria(vicenzatg)finecategoria</span></p>
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		<title>VICENZA &#124; PETIZIONE PER REVOCARE IL CAVALIERATO A GIANNI ZONIN</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 21:06:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[20/12/2025 VICENZA &#8211; Crac bancario. Lanciata la petizione per revocare il titolo di cavaliere della Repubblica all&#8217;ex Presidnete della Bpvi Gianni Zonin &#124;&#124; Con la condanna definitiva di Gianni Zonin e degli ex vertici della Banca Popolare di Vicenza, la tormentata vicenda del più grave crac bancario italiano entra in una nuova fase. In attesa &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>20/12/2025  VICENZA &#8211; Crac bancario. Lanciata la petizione per revocare il titolo di cavaliere della Repubblica all&#8217;ex Presidnete della Bpvi Gianni Zonin  ||  Con la condanna definitiva di Gianni Zonin e degli ex vertici della Banca Popolare di Vicenza, la tormentata vicenda del più grave crac bancario italiano entra in una nuova fase. In attesa che la Procura della Repubblica decida che cosa fare anche dell&#8217;inchiesta per l&#8217;ipotesi di bancarotta fraudolenta, nei giorni scorsi il Fondo Indennizzo Risparmiatori è stato rifinanziato con altri 80 milioni di euro, destinati a circa 10 mila persone rimaste escluse nelle precedenti tornate. Una risposta attesa, resa possibile da un emendamento alla legge di Bilancio. In questo contesto arriva la richiesta già sottoscritta da centinaia di cittadini, dal forte valore simbolico: revocare il titolo di Cavaliere della Repubblica a Gianni Zonin. A chiederlo è l’associazione &#8220;Noi che credevamo&#8221;, guidata da Luigi Ugone, che ha promosso una petizione e mobilitazione in piazza dei Signori. Alla manifestazione hanno partecipato anche i rappresentati delle amministrazioni di Vicenza, Altavilla, Creazzo e Bolzano Vicentino, dopo che i rispettivi sindaci hanno firmato la petizione. Un segnale civico e istituzionale, a testimonianza di una ferita ancora aperta. La domanda è come possa mantenere il cavalierato della Repubblica chi, come Zonin, è stato condannato con sentenza definitiva per il crac che ha danneggiato centomila risparmiatori. Un nodo simbolico che investe la credibilità delle onorificenze dello Stato. (Servizio di   <a href="/redazione/Ivano-Tolettini/">Ivano Tolettini</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="PETIZIONE PER REVOCARE IL CAVALIERATO A GIANNI ZONIN | 20/12/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/UEtV03lB4co?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>TORRI DI QUARTESOLO &#124; L&#8217;OMICIDIO DI DIANA, ATTESA LA SVOLTA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 20:54:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[16/12/2025 TORRI DI QUARTESOLO &#8211; A Torri di Quartesolo l&#8217;inchiesta per assicurare alla giustizia il killer di Diana Canevarolo è in una fase decisiva. La polizia continua a interrogare testimoni e familiari &#124;&#124; L’inchiesta sulla morte di Diana Canevarolo, a Torri di Quartesolo, resta aperta, ma gli investigatori attendono una svolta. In queste ore la &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>16/12/2025  TORRI DI QUARTESOLO &#8211; A Torri di Quartesolo l&#8217;inchiesta per assicurare alla giustizia il killer di Diana Canevarolo è in una fase decisiva. La polizia continua a interrogare testimoni e familiari  ||  L’inchiesta sulla morte di Diana Canevarolo, a Torri di Quartesolo, resta aperta, ma gli investigatori attendono una svolta. In queste ore la polizia sta ascoltando numerose persone per ricostruire le ultime ore della 49enne assassinata quasi due settimane fa. L’altro pomeriggio è stato risentito anche il marito, Vincenzo Arena. Come testimone. La famiglia Arena è tutelata dagli avvocati Cesare Dal Maso e Riccardo Todesco. Gli inquirenti gli hanno chiesto chiarimenti sulle dichiarazioni del fratello della vittima, che ha parlato di un clima familiare pesante. La coppia era separata di fatto: Diana viveva nella taverna del condominio di via Zara, un ambiente distinto dall’abitazione principale. La sera della morte, dopo cena, la donna era uscita di casa. Quella notte non ha mai dormito. Le ultime tracce conducono al cortile del condominio, vicino a una panchina bianca: è lì che, secondo gli investigatori, è avvenuto il delitto. Sul corpo di Diana un colpo alla testa, nella parte sinistra, e una ferita al collo. Elementi che rafforzano l’ipotesi che la vittima conosceva il killer. Domani sera a Vo&#8217; Euganeo Diana sarà ricordata con una fiaccolata per chiedere verità e giustizia. (Servizio di   <a href="/redazione/Ivano-Tolettini/">Ivano Tolettini</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="L&#039;OMICIDIO DI DIANA, ATTESA LA SVOLTA | 16/12/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/IVPPuc7Z9g4?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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