30/03/2026 ROMANO D’EZZELINO – Mistero politico a Romano d’Ezzelino: il sindaco, Simone Bontorin, è iscritto a Forza Italia. Questo dicono fonti del partito. Ma il diretto interessato si concentra sul consiglio comunale. || Una volta, qualche tempo fa, ogni sindaco aveva la sua buona tessera di partito in tasca. Faceva parte della gavetta politica: si partiva dalle riunioni e dalle assemblee, si passava dalle feste di partito e dai manifesti da attaccare con colla e olio di gomito e poi si finiva, a seconda del peso e del valore, a fare il consigliere comunale, il sindaco o magari più su – anzi più giù a dirla tutta – fino a Roma. Poi la faccenda è cambiata, sono arrivate le civiche e con loro i civici. I sindaci civici. A volte vale l’orientamento, a volte – soprattutto nei paesi più piccoli – il primo cittadino è davvero lontano da ogni forma di politica. Semplicemente perché la politica non arriva dappertutto. Ma che qualcuno fosse iscritto a un partito senza dirlo, questa dovevamo ancora sentirla. Accade a Romano d’Ezzelino, dove il sindaco, Simone Bontorin, è dato come appartenente a Forza Italia. Ma come? Dirà qualcuno: Ma Bontorin non era civico che più civico non si può? Sì, risponderanno i ben informati. Però qualche mese fa si è avvicinato a Forza Italia, iscrivendosi al partito. Qui finisce ogni certezza, visto che qualche domanda nei posti giusti l’abbiamo fatta pure noi prima di questo servizio, e iniziano i forse, i ma e i però che a volte rendono un racconto politico a dir poco ingarbugliato. Insomma, pare che Bontorin sia entrato in Forza Italia prima delle regionali di novembre con una candidatura in tasca, poi però non se n’è fatto nulla e il sindaco è rimasto a fare il sindaco senza passare da Venezia. Ma i rapporti con il partito si sono raffreddati, secondo alcune fonti. Forse sì o forse no. Visto, che con i ma, i forse e i però la faccenda si ingarbuglia? Al momento il diretto interessato non parla di Forza Italia perché dice di volersi concentrare solo sulla sua attività amministrativa, ovvero sul consiglio comunale di oggi. Domani, però, è un altro giorno e come cantava la Vanoni… (Servizio di Ferdinando Garavello)
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