11/05/2026 BASSANO DEL GRAPPA – L’adunata di Genova è finita. Il bilancio degli alpini delle sezioni bassanesi è molto positivo. || Ogni adunata nazionale degli alpini fa storia a sé. Ogni volta è un’emozione nuova e diversa. Ma quando passano le sezioni bassanesi il cuore si riempie d’orgoglio. Per Asiago, con la sua memoria del monte Ortigara, della colonna mozza e del calvario degli alpini. Per la Montegrappa, che porta in dote il ponte vecchio, il monte sacro alla patria e la città considerata la capitale mondiale delle penne nere. E poi Marostica, con il suo carico di storia dal tenente Cecchin in avanti fino alle montagne dell’altopiano. Milleduecento solo gli alpini della sezione bassanese, più tutti gli altri, per un abbraccio collettivo con la città della lanterna. C’è chi diceva che gli alpini avrebbero disertato Genova, chi annunciava azioni clamorose. In realtà gli alpini hanno dimostrato ancora una volta di che pasta sono fatti. Il passaggio della stecca chiude l’adunata, ora è il momento di Brescia, poi chissà se toccherà di nuovo al Veneto. Ma archiviata Genova è già tempo di pensare alla triveneta di Gemona, in programma dal 19 al 21 giugno. Gli alpini della Montagrappa si sono già portati avanti con una serata dedicata al terremoto del Friuli. – Intervistati GIUSEPPE RUGOLO (Presidente Ana Montegrappa) (Servizio di Ferdinando Garavello)


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