15/05/2026 MAROSTICA – Non è il tema dell’integrazione o dell’educazione civica a dividere, ma le modalità con cui certe esperienze sono proposte ai bambini. Il commento di Ivano Tolettini || Non è il tema dell’educazione civica a essere messo in discussione. Parlare ai bambini di migrazioni, povertà, guerre o diritti umani fa parte del compito della scuola e ciascuno può avere sensibilità diverse su come affrontarlo. Le strumentalizzazioni politiche fanno parte del luogo in cui la democrazia si plasma: il dibattito pubblico. Ci sta. Per questo la scuola che non parla per spiegare le proprie ragioni, e convinzioni, a nostro avviso sbaglia. Il punto, però, riguarda le modalità. Portare alunni delle elementari in un luogo complesso come piazza Libertà a Trieste, teatro negli anni di degrado, tensioni e anche recenti episodi di violenza, come mostrano le immagini, pone inevitabilmente interrogativi sull’opportunità educativa e sulla gestione dell’esperienza. Ancora di più se vengono proposte simulazioni emotivamente forti, come camminare scalzi sui sassi e bendati per immedesimarsi nella rotta balcanica. In questi casi il confine tra sensibilizzazione e coinvolgimento emotivo troppo intenso per dei bambini diventa sottile. Le polemiche, vista l’epoca social in cui viviamo, sono quasi inevitabili. Ed è proprio su questo equilibrio che oggi si concentra il dibattito politico e culturale. Di cui, in pochi minuti, vi abbiamo dato conto di una vicenda così complessa. (Servizio di Ivano Tolettini)


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