19/05/2026 MAROSTICA – Dopo giorni di silenzio arriva una presa di posizione ufficiale da parte della scuola di Marostica sulla vicenda dei bambini portati fra i migranti a Trieste || Denunce in arrivo, pretese di sicurezza, percorsi formativi e una politica in trincea. C’è di tutto nella vicenda dei ragazzini della scuola di Marostica portati tra i richiedenti asilo in piazza Libertà a Trieste. E finalmente anche la scuola prende posizione con una circolare ufficiale.Partiamo dal principio, ovvero dal percorso di educazione civica che ha portato all’organizzazione dell’uscita triestina. Il dirigente scolastico marosticense Gianluca Garlini fa sapere che il viaggio di istruzione si è svolto nel rispetto delle procedure interne, fra organi collegiali e consenso preventivo dei genitori. Garlini, nella sua valutazione conclusiva, dice che l’esperienza ha permesso agli alunni di constatare in prima persona il tema dei diritti umani intesi come necessità concrete e parla di un’alta valenza formativa.Attenzione, perché da qui in avanti il terreno si fa più accidentato. Nella circolare, infatti, si fa un chiaro riferimento al video girato “all’insaputa dei docenti” e diffuso sui social “senza alcuna autorizzazione da parte della scuola o delle famiglie”. Il dirigente lo definisce un fatto grave che lede i diritti dei minori e si riserva di agire in ogni sede. Tradotto: la scuola denuncerà chi, all’interno dell’associazione Linea d’Ombra, ha pubblicato sui social i video dei ragazzini. E ora la faccenda si ingarbuglia davvero, perché sono in molti a chiedersi quali fossero i rapporti fra la scuola e le associazioni coinvolte, a vario titolo, nel percorso che ha portato alla trasferta in piazza Libertà.Proprio qui, in piazza Libertà, si pone infine il punto interrogativo più grande di tutta questa vicenda, al netto del battibecco politico e delle prese di posizione. Già, perché la scuola sostiene che l’iniziativa si è svolta in condizioni di piena e totale sicurezza. Ma a Trieste non risultano comunicazioni ufficiali alla Questura o alla Prefettura, e chi bazzica la cronaca cittadina sa che quella zona è presidiata costantemente dal (Servizio di Ferdinando Garavello)
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