09/07/2026 SCHIAVON – Dopo il caso Miteni e le indagini sui PFBA legate ai cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta, ora nuovi ritrovamenti nel Bassanese, in un pozzo di Schiavon, riaccendono interrogativi e preoccupazioni. Ma qual è l’origine di questi inquinanti? E’ l’interrogativo cui bisogna rispondere || Prima la ferita tuttora aperta dal dramma socio-sanitario e giudiziario Miteni, che coinvolge 350 mila persone tra Vicenza, Verona e Padova. Poi le indagini sui PFBA nei cantieri della Pedemontana con due fascioli aperti: uno in fase processuale all’udienza preliminare, l’altro ancora a livello di indagini preliminari; adesso una nuova fonte di inquinamento di Pfas in un pozzo privato nel Bassanese, in particolare a Schiavon. Con l’allarme che è scattato anche nei comuni contermini di Marostica, Pianezze, Colceresa e Nove. Senza fare allarmismi, ma evidenziando il problema, che è palese e preoccupa perché i campi e gli orti perlopiù non sono certo irrigati con acqua pubblica che è sicura, perciò la presenza di sostanze perfluoroalchiliche torna a preoccupare un territorio che chiede risposte. Il sindaco di Nove, Luca Rebellato, se ne fa interprete:”-“Le cause possono essere diverse: da quelle più datate a quelle più recenti. “-“Proprio per questo servono analisi rigorose e trasparenza. I cittadini vogliono sapere da dove proviene l’inquinamento, quali sono i rischi reali e quali interventi saranno adottati. Ripetiamo, più che allarmismi, oggi servono spiegazioni chiare e dati verificabili da parte delle autorità competenti. – Intervistati LUCA REBELLATO (Sindaco di Nove) (Servizio di Ivano Tolettini)


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