04/06/2026 ROMA – La Cassazione mette la parola fine a uno dei filoni più importanti del processo Banca Popolare di Vicenza. Per l’ex direttore generale Samuele Sorato, 66 anni, la condanna diventa definitiva e scende da 3 anni 8 mesi di reclusione a 3 anni e 4 mesi. Ma per gli ex vertici dell’istituto si apre ora un nuovo capitolo giudiziario: quello della bancarotta. || Il primo processo per il risparmio tradito relativo al dissesto miliardario della Banca Popolare di Vicenza, si chiude con una condanna definitiva a 3 anni e 4 mesi di carcere per Samuele Sorato, 66 anni, già direttore generale, e per un breve periodo anche ad. La sua posizione era stata separata da quella del presidente Gianni Zonin, già condannato in via definitiva a 3 anni 5 mesi di reclusione, e degli altri vertici manageriali, perchè era ammalato quando iniziò il giudizio. Sorato, difeso dall’avv. Alberto Berardi, è stato ritenuto responsabile di aggiotaggio e ostacolo all’attività ispettiva di Consob e Banca d’Italia. Per la difesa, tuttavia, il risultato più importante riguarda il fronte economico. Ed è quello che più interessava le 100 mila vittime del crac. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, era venuta meno la maxi confisca di quasi 1 miliardo di euro, tant’è che per i danni ci sarà il processo civile. Mentre si chiude questo capitolo, un altro è pronto ad aprirsi. Il Procuratore capo di Vicenza, Lino Giorgio Bruno, con i suoi sostitui Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi sta tirando le fila dell’inchiesta sulla presunta bancarotta. A marzo sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini e ora si va verso la richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare. Nel nuovo procedimento compaiono gli stessi protagonisti del primo processo: oltre allo stesso Samuele Sorato, l’ex presidente Gianni Zonin, gli ex dirigenti Andrea Piazzetta, Emanuele Giustini, Paolo Marin nonché Massimiliano Pellegrini. Se il processo per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza arriva al traguardo definitivo, il fronte della bancarotta fraudolenta patrimoniale promette di riportare ancora una volta in aula l’89enne Gianni Zonin e gli ex vertici dell’istituto, simbolo di uno dei più grandi crac bancari della storia italiana. (Servizio di Ivano Tolettini)
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