05/06/2026 ASOLO – Indagini a tutto campo di Carabinieri e Polizia Locale per la rapina a mano armata ai danni dei fratelli Furlanetto ad Asolo. Secondo il racconto delle vittime i tre malvimenti parlavano dialetto. Nella zona cresce la preoccupazione. || I rapinatori di Asolo parlavano in dialetto locale. E’ il dettaglio che emerge dalle indagini dei Carabinieri sulla rapina a mano armata di mercoledì sera ai danni di Paola e Guido Furlanetto. I due fratelli, 67 e 70 anni, rimangono chiusi nel loro riserbo, riferendo di aver dato tutte le informazioni necessarie agli uomini dell’Arma. La loro linea telefonica fissa, tranciata dai rapinatori subito dopo la loro irruzione, è stata ripristinata, così come è stato riparato l’infisso sul retro usato per entrare in casa. Gioielli e ori di famiglia, di valore non quantificato, con 900 euro in contanti sono il bottino del terzetto di ladri, arrivati attraverso i campi di mais confinanti, scelti anche come via di fuga. Il fatto ha colpito tutta la comunità asolana, dove la famiglia è molto nota.Col volto nascosto dal passamontagna e armati di due coltelli e una pistola, puntati al collo dei Furlanetto li hanno minacciati, lasciandoli fortunatamente illesi. L’Arma e la Polizia Locale stanno collaborando per individuare i responsabili.La zona tra Asolo e Altivole non è nuova a furti e rapine, come racconta una residente. L’esasperazione riguarda anche l’impunità nei confronto di chi commette reati contro la proprietà privata. – Intervistati FRANCO DALLA ROSA – SINDACO DI ASOLO (AL TELEFONO) (Servizio di Mirco Cavallin)
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