05/06/2026 BASSANO DEL GRAPPA – Quale sarà il futuro dell’area Monsignor Negrin? L’Ulss7 vuole vendere, ma sul complesso ci sono parecchi vincoli e c’è chi teme che in quella zona possano sorgere nuove palazzine a uso direzionale e residenziale || La casa della comunità di Bassano del Grappa è operativa da un paio di settimane ormai. Ma questo lo sapevamo già. Parte dei servizi attivi nel nuovo plesso a ridosso del San Bassiano arriva dal complesso di via Monsignor Negrin, destinato a svuotarsi del tutto nei prossimi mesi. E pure questo lo sapevamo già. Quel che non sappiamo ora, però, è cosa sarà dell’area che accoglie il distretto socio sanitario bassanese dell’Ulss7 Pedemontana. Di sicuro c’è solo che l’azienda sanitaria ha deciso di venderla, tanto che la faccenda è già approdata in consiglio comunale con tutte le preoccupazioni del caso. Peccato che dall’autunno dell’anno scorso non si sia più sentita ronzare neppure una mosca su questo argomento, anche se il realtà l’iter sembra essere andato avanti. Ora, come dicevamo, la casa della comunità è attiva e lo svuotamento di Monsignor Negrin è partito e non si torna indietro. E poi? Poi le strade sono due: cambio di destinazione, con palazzine, direzionale e abitativo, oppure una continuità nell’ambito sociosanitario. I paletti, a dirla tutta, ci sono eccome, visto che risulterebbero vari vincoli sull’area. C’è un vincolo sul parco, ad esempio, di natura paesaggistica. E alcune caratteristiche degli edifici, molti dei quali vanno per il secolo, potrebbero rientrare in un vincolo che imporrebbe il rispetto del carattere storico e architettonico delle strutture. Per non parlare dell’inquadramento urbanistico, comunque limitato. Infine c’è il vincolo più importante di tutti, quello fondante. Ovvero il motivo dell’esistenza del complesso come punto di riferimento prima esclusivamente sanitario e poi sociosanitario. In poche parole questo vincolo, anche morale, dovrebbe segnare il destino dell’area come polo per i bassanesi, per il territorio, per il tessuto sociale cittadino. Comune e azienda sanitaria sembrano volersi muovere a braccetto verso questa soluzione, ma il silenzio di questi mesi apre la porta ad altre ipotesi. E adesso il rischio è che Monsignor Ne (Servizio di Ferdinando Garavello)


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