07/07/2026 SCHIO – La partita sul gestore unico dei rifiuti nel Vicentino entra nella fase più delicata. Da una parte Schio e Torrebelvicino, che contestano la fusione e difendono il controllo sul termovalorizzatore. Dall’altra ViAmbiente, convintA che l’aggregazione sia ormai l’unica strada. Sullo sfondo c’è il Tar e il futuro della gestione dei rifiuti  || È una battaglia che va ben oltre una semplice fusione societaria. In gioco c’è il futuro della gestione dei rifiuti nel Vicentino e il controllo di uno degli impianti più strategici del territorio: il termovalorizzatore di Schio. Il nuovo fronte si è aperto con il ricorso al Tar presentato dai Comuni di Schio e Torrebelvicino, che chiedono l’annullamento degli atti con cui il Consiglio di Bacino ha respinto il loro recesso da ViAmbiente e confermato il percorso verso il gestore unico. I due Comuni sostengono che la procedura presenti criticità e rivendicano il diritto di scegliere un diverso modello di gestione, senza perdere il controllo del patrimonio rappresentato dall’impianto di Schio. Dall’altra parte, ViAmbiente e Agno Chiampo Ambiente difendono invece il progetto di aggregazione. L’obiettivo è arrivare a una grande società pubblica in house capace di servire l’intero Vicentino, garantendo maggiore efficienza, investimenti, tariffe competitive e una governance condivisa tra i territori. Una scelta che, secondo i promotori, è coerente con il percorso indicato dalla Regione e dal Consiglio di Bacino verso il gestore unico provinciale.  Il clima, però, resta tesissimo. La contrapposizione è ormai anche politica. Schio e Torrebelvicino temono che con l’ingresso di nuovi soci il peso decisionale dell’Alto Vicentino si riduca e che il termovalorizzatore finisca per essere governato da amministrazioni che non hanno contribuito alla sua realizzazione. ViAmbiente replica che la fusione è indispensabile per mantenere una gestione interamente pubblica del servizio e che senza il controllo analogo previsto dalla normativa gli affidamenti diretti rischierebbero di decadere.  Ora la parola passa ai giudici amministrativi. (Servizio di Ivano Tolettini)


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