13/07/2026 ROSA’ – Quella dei Comuni e dei sindaci contro gli impianti agrivoltaici sembra una lotta impari. Le richieste sono sempre più numerose ed esigenti. || La fame di corrente elettrica è sempre più grande e la domanda di produzione è già in crescita. Non si parla della piccola autoproduzione che ogni famiglia può fare con alcuni pannelli sul tetto di casa, ma di quantità e quindi di superfici enormi da riservare alla posa dei pannelli fotovoltaici. Al progetto di Rosà hanno già detto no lo stesso comune, insieme a quello di Bassano, Cartigliano e Tezze, al consiglio di Quartiere Pré e alla provincia di Vicenza. Dinieghi sono arrivati due volte a Malo, dove però è iniziato un terzo iter, a Lusiana Conco, dove il progetto sarebbe stato visibile da tutta la pianura, a Bolzano Vicentino. Sembra una lotta impari quella dei sindaci e dei territori contro l’utilizzo, in particolare delle aree di campagna, per l’installazione di questi mega impianti. Basta consultare il sito della Regione nella sezione dedicata alla procedure autorizzatorie per verificare che solo nella prima metà del 2026 e solo in Veneto sono state depositate una dozzina di richieste di impianti foto o agrivoltaici per una potenza totale di oltre 400 Megawatt. I territori maggiormente interessati da questi progetti sono il Polesine, la bassa veronese e la bassa padovana, ma ormai nessuno può considerarsi esente dalla moltiplicazione degli impianti che producono corrente con un impatto che per il territorio non si può certo considerare a livello zero. (Servizio di Mirco Cavallin)


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