31/08/2026 BASSANO DEL GRAPPA – È scontro nel centrodestra veneto sul fine vita. Dopo la lettera di Luca Zaia, in cui il governatore uscente torna a chiedere una legge, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Elena Donazza, e Cristina Zanini di Futuro Nazionale, ribadiscono il loro no alla proposta di Zaia. || «È un suo tentativo di ricollocarsi», sostiene Elena Donazzan, commentando la lettera con cui Luca Zaia ha rilanciato la necessità di una legge che garantisca la libertà della persona nelle scelte di fine vita. Oggi ci sono state riunioni di FdI e Lega in vista del voto di domani. Sul fine vita il centrodestra torna a dividersi. A non essere condivise sono soprattutto le motivazioni politiche del presidente del Consiglio regionale. Anche Futuro Nazionale, con l’avvocato Cristina Zanini, è sulla stessa linea, risollevando la questione delle cure palliative.«-» Per Donazzan la posizione di Giorgia Meloni è chiara: contrarietà a una legge che rischierebbe di trasformare il Veneto, dice, «nella regione della morte». Donazzan rivendica di aver votato contro anche la proposta regionale di iniziativa popolare, sostenendo che il vero compito delle istituzioni sia accompagnare chi soffre attraverso cure, assistenza e terapia del dolore. E come l’eurodeputata anche Zanini rimarca:«-»Da parte sua Zaia insiste su un principio opposto: non una legge sulla morte, ma sulla libertà. Due visioni inconciliabili che riaprono una frattura politica ed etica dentro il centrodestra. – Intervistati CRISTINA ZANINI (Avvocato – Futuro Nazionale) (Servizio di Ivano Tolettini)


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