25/03/2026 VICENZA – I supremi giudici hanno respinto tutti i ricorsi di Maria Carla Macola, ex consigliere di BPVI. Condannata per le violazioni Consob || Si chiude in Cassazione, con una serie di rigetti, la lunga battaglia giudiziaria del Cavaliere del Lavoro Maria Carla Macola, 88enne padovana originaria di Camposampiero, ex consigliera della Banca Popolare di Vicenza. Il punto di partenza è la condanna a 30 mila euro della Consob, legata agli aumenti di capitale del 2014 da quasi 1 miliardo di euro perché, secondo l’autorità di vigilanza, mancavano informazioni essenziali per gli investitori. In particolare sui criteri di determinazione del prezzo delle azioni e sui finanziamenti concessi per acquistarle. Con Macola sono stati condannati nel tempo anche gli altri componenti del Cda, a partire dal presidente Gianni Zonin, colpevole anche sul piano penale. Ma non è l’unico fronte per Macola sul piano civile a seguito del crac di BPVI. Sempre in Cassazione, un secondo filone riguarda le azioni della banca che ha agito nei confronti degli ex amministratori con revocatorie. Anche qui il risultato per la dott.ssa Macola è lo stesso: i ricorsi sono stati respinti. La banca – in liquidazione coatta amministrativa dal 2017 – aveva ottenuto ragione anche per i trasferimenti di quote societarie e immobili. In particolare i giudici avevano ritenuto illegali gli atti con cui Macola aveva trasferito ai figli Benedetto e Alessandro Sgaravatti, con le donazioni dell’ottobre 2015, le quote del Camping Market e la cessione delle quote della Tourist Market, oltre alla quota di partecipazione in Camping Italy del valore di 1,3 milioni di euro e della sua quota in Lispida srl del valore di 1 milione. Infine, i supremi giudici avevano definito illegali anche i due atti di donazione di immobili, da parte della stessa Macola, in favore della nuora Elena Gattamelata. (Servizio di Ivano Tolettini)
Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.