19/05/2026 BASSANO DEL GRAPPA – I fatti di Modena riparono il dibattito sul disagio psichico. Autorità sanitarie, amministratori e forze dell’ordine devono condividere più informazioni, dice l’assessore alla sicurezza di Bassano Alessandro Campagnolo || C’è un filo invisibile che unisce Modena a Bassano del Grappa. Lo scorso sabato nella città emiliana il 31enne Salim El Koudri ha investito otto persone, accoltellando chi poi lo ha fermato dopo un inseguimento. Per lui sia il minostro Piantedosi, sia l’avvocato difensore parlano di forte disagio psichiatrico. E la mente corre subito a quanto accaduto a fine agosto 2025 nei pressi del Liceo Brocchi, quando il il 33enne trevigiano Alberto Zago accoltellò alle spalle un professore di matematica, che gli aveva rifiutato una sigaretta. Anche in quel caso emerse un quadro sanitario difficile. «Mio figlio non sa quello che fa», disse la madre riferendosi al disagio psichiatrico del giovane, in cura fino a qualche mese prima in una comunità da cui si era allontanato.La situazione preoccupa gli amministratori locali, che spesso, come i cittadini, non hanno strumenti per difendersi. Del tema aveva già parlato a caldo anche il sindaco di Bassano la scorsa estate. Zago a Bassano fu individuato grazie alle telecamere e fermato in stazione grazie al riconoscimento da parte di un tassista. Oggi il grave fatto di Modena riapre il dibattito sulla prevenzione e sulla sinergia tra istituzioni, che non deve più essere solo una parola. – Intervistati ALESSANDRO CAMPAGNOLO (Ass. Sicurezza Bassano del Grappa) (Servizio di Mirco Cavallin)
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